Riferimenti Legislativi

Acqua Sanitaria

Disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell'acqua destinata al consumo umano.

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Decreto del Ministero della Salute 6 aprile 2004, n. 174
"Regolamento concernente i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano"


Decreto che stabilisce i requisiti dei materiali che possono venire a contatto con acqua destinata al consumo umano utilizzati negli impianti fissi, al fine di evitare l’alterazione dell’acqua stessa, sia conferendole un carattere nocivo, sia modificandone sfavorevolmente le caratteristiche organolettiche, fisiche, chimiche e microbiologiche. Il Decreto si applica alla realizzazione di impianti nuovi e alle operazioni di sostituzione per manutenzione di impianti esistenti.

Vengono definite le caratteristiche di molti materiali metallici, plastici ed altri e vengono date le disposizioni per l’inserimento di nuovi materiali nelle liste di accettazione.

Questo Decreto si collega al punto 2 dell’articolo 9 del DL 31/01, il quale indica la necessità di emanazione di un documento che indichi le caratteristiche dei materiali a contatto con acqua destinata al consumo umano al fine di evitare la contaminazione dell’acqua stessa.
D.L. n. 31 del 2 febbraio 2001
“Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano"


Decreto legislativo di attuazione della Direttiva comunitaria 98/83/CE che si occupa dei requisiti chimici e microbiologici dell’acqua destinata al consumo umano. Entrato in vigore il 25 dicembre del 2003 sostituisce, in Italia, il DPR 236/88.

Definisce le acque destinate al consumo umano come le acque trattate o non trattate utilizzate ad uso potabile, per la preparazione dei cibi e delle bevande e per altri usi domestici, indipendentemente dall’origine e dal sistema di fornitura (rete di distribuzione, cisterne, bottiglie o contenitori).
Sono ugualmente considerate acque destinate al consumo umano quelle utilizzate in un’impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di prodotti o di sostanze destinate al consumo umano.
Definisce il punto di consegna (normalmente il contatore) come delimitazione tra la rete di distribuzione esterna e quella interna.
Le acque si definiscono conformi al presente Decreto quando vengono rispettati i requisiti minimi dei parametri previsti nell’Allegato I.

I valori dei parametri devono essere rispettati nei seguenti punti:
- per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto in cui fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il  consumo umano;
- per le acque fornite da una cisterna, nel punto in cui fuoriescono dalla cisterna;
- per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano, nel punto in cui sono  imbottigliate o introdotte nei contenitori (modificato dal DL 27/02);
- per le acque utilizzate nelle imprese alimentari, nel punto in cui sono utilizzate nell’impresa.  

All’Articolo 9 del presente Decreto viene indicato che nessuna sostanza o materiale utilizzato per la realizzazione di nuovi impianti di preparazione o distribuzione di acqua destinata al consumo umano, così come per l’adeguamento di quelli esistenti, deve rilasciare i propri costituenti od impurezze ad essi legate in quantità superiore ai limiti previsti.


Decreto Legislativo 2 febbraio 2002, n. 27
"Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, recante attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano"
 

Decreto che modifica il precedente DL 31/01 e ne corregge il testo in alcuni punti.
In particolare vengono modificati alcuni dei punti di rispetto dei parametri:
- per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto di consegna ovvero, ove sconsigliabile per difficoltà   tecniche o pericolo di inquinamento del campione, in un punto prossimo della rete di distribuzione rappresentativo e   nel punto in cui queste fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il consumo umano;
- per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano, nel punto in cui sono   imbottigliate o introdotte nei contenitori e nelle confezioni in fase di commercializzazione o comunque di messa a   disposizione per il consumo.  

Inoltre viene estesa la figura del Gestore del servizio idrico integrato comprendendo anche “chiunque fornisca acqua a terzi attraverso impianti idrici autonomi o cisterne, fisse o mobili”.  

Vengono inoltre modificate alcune delle indicazioni contenute nell’Allegato I, relativamente ai parametri degli ioni nitrito e nitrato, al parametro del disinfettante residuo ed al parametro del pH.
Norma UNI - CTI 8065
"Trattamento dell’acqua negli impianti termici ad uso civile"
 

Norma tecnica che definisce le caratteristiche chimiche e chimico-fisiche delle acque impiegate negli impianti termici ad uso civile, descrive gli impianti di trattamento dell’acqua ed illustra le modalità di controllo e le relative frequenze.  

La presente norma interessa, in questo ambito, la produzione di acqua calda sanitaria che, a partire dall’entrata in vigore del DL 31/01, è considerata acqua destinata al consumo umano indipendentemente dal valore di temperatura.   

Scopo della norma è quello di fissare i limiti per l’acqua al fine di ottimizzare i rendimenti e la sicurezza degli impianti, preservarli nel tempo, assicurare regolarità di funzionamento anche alle apparecchiature ausiliarie e minimizzare i consumi energetici. Viene considerato che l’acqua destinata all’alimentazione degli impianti termici ad uso civile abbia, prima del trattamento, caratteristiche analoghe a quelle di un’acqua potabile e che nessuno dei trattamenti previsti possa, per la produzione di acqua calda sanitaria, impedirne l’eventuale uso alimentare. In particolare, per gli impianti di produzione acqua calda sanitaria, viene prevista l’installazione di un filtro di sicurezza a protezione dell’impianto e, a valle, si può installare un sistema di addolcimento e/o di dosaggio automatico proporzionale di condizionanti chimici (anticorrosivi e/o stabilizzanti della durezza di tipo alimentare). Gli impianti di trattamento e i punti di iniezione dovranno essere a monte del produttore di acqua calda sanitaria.   

Le tipologie di trattamento previste sono le seguenti:
- fino a 25°f di durezza temporanea dell’acqua si possono impiegare sia l’addolcimento che il condizionamento chimico;
- oltre i 25°f di durezza temporanea è obbligatorio l’addolcimento;
- ove necessario, l’addolcimento sarà integrato dal condizionamento chimico.
Norma UNI 9182
"Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda"
 

Norma tecnica che indica i requisiti delle reti di distribuzione d’acqua calda e fredda negli impianti civili. Per quanto riguarda l’acqua potabile, che in un edificio con presenza continuativa di persone deve sempre essere disponibile, la norma fornisce indicazioni per le reti di distribuzione dell’acqua fredda al fine di garantire l’osservanza delle norme d’igiene ed assicurarne il corretto funzionamento nel tempo.

Per quanto riguarda la distribuzioni d’acqua calda, valendo oggi il DL 31/01 che non pone un limite di temperatura alla potabilità dell’acqua, valgono le stesse indicazioni previste per l’acqua fredda.

I trattamenti dell’acqua sono previsti al fine di soddisfare i seguenti obiettivi:
- igienicità;
- eliminazione di depositi ed incrostazioni;
- protezione contro le corrosioni.  

Igienicità L’acqua va trattata in tutti i casi nei quali vi sia il pericolo della presenza di sostanze inquinanti che le tolgono le caratteristiche di potabilità.  

Eliminazione di depositi ed incrostazioni L’acqua va trattata in tutti i casi nei quali la presenza di sostanze incrostanti, di ferro, di manganese od altro può determinare, a freddo o a caldo, l’otturazione progressiva delle tubazioni, il blocco degli organi d’intercettazione, l’impedimento dello scambio termico od altri fenomeni ancora.  

Protezione contro le corrosioni L’acqua va trattata in tutti i casi nei quali le sue caratteristiche siano tali da determinare, in relazione anche alla tipologia dell’impianto ed alla temperatura di esercizio, fenomeni di corrosione nei componenti della distribuzione.  

Tutti i sistemi di trattamento, qualunque tipo di sostanze utilizzino, solide, liquide o gassose, devono essere tali da mantenere le caratteristiche dell’acqua potabile, devono avere il più alto grado di affidabilità e non devono essere in contrasto con quanto stabilito dalle Autorità competenti.  

Inoltre viene indicato che ogni distribuzione d’acqua potabile, prima di essere utilizzata, deve essere sottoposta ad un trattamento di pulizia e disinfezione da effettuarsi nei seguenti modi:
- prelavaggio del sistema per l’eliminazione della sporcizia e dei materiali estranei prima che siano posti in opera i rubinetti di erogazione;
- lavaggio prolungato ad impianto ultimato, con rubinetterie ed apparecchi sanitari installati, in preparazione all’operazione di disinfezione;
- disinfezione mediante l’immissione nella rete di cloro gassoso o miscela di acqua e cloro gassoso o soluzione di ipoclorito di calcio;
- risciacquo finale con acqua potabile sino a quando il fluido scaricato non assume le caratteristiche chimiche e batteriologiche dell’acqua di alimentazione.  

Il processo di disinfezione va ripetuto tutte le volte che la distribuzione venga modificata o estesa.

Gruppi di pompaggio

Norma UNI EN 12845
“Installazioni fisse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler: progettazione, installazione e manutenzione”


  La norma UNI EN 12845 tratta “Impianti fissi di estinzione incendi - Sistemi automatici sprinkler - Progettazione, costruzione e manutenzione”. Tale norma armonizza a livello europeo l’esecuzione degli impianti antincendio utilizzanti sprinkler, stabilendo come devono essere costruiti i sistemi di pompaggio acqua ad uso antincendio installabili nel territorio europeo, a servizio di reti idriche antincendio sprinkler e/o idranti.
La UNI EN 12845, che sostituisce le UNI 9490 e UNI 9489, ha introdotto importanti cambiamenti nell’impiantistica, nei locali destinati ad ospitare i sistemi di pompaggio (associata anche alla UNI 11292:2008 che specifica i requisiti costruttivi e funzionali minimi da soddisfare nella realizzazione dei locali tecnici destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per l’alimentazione idrica di impianti antincendio) e nei sistemi di pompaggio stessi.

Via web, e possibile reperire il documento completo, questo per avere un quadro esauriente di tutte le novità.
Norma UNI 10779:2014
“Impianti di estinzione incendi - Reti di idranti - Progettazione, installazione ed esercizio”


La UNI 10779:2014 (che sostituisce la “vecchia” edizione del 2007) tratta “Impianti di estinzione incendi - Reti di idranti - Progettazione, installazione ed esercizio” specifica i requisiti costruttivi e prestazionali minimi da soddisfare nella progettazione, installazione ed esercizio delle reti di idranti destinate all’alimentazione di apparecchi di erogazione antincendio. Tali requisiti, in assenza di specifiche disposizioni legislative, sono fissati in relazione alle caratteristiche dell’attività da proteggere.
La norma si applica agli impianti da installare o da modificare, a seguito della valutazione del rischio di incendio, nelle attività sia civili sia industriali.
Scopo del documento è dunque stabilire le caratteristiche che una rete di idranti deve avere e le modalità con le quali deve essere realizzata e gestita. Non è invece compito della norma definire in alcun modo i casi in cui la rete di idranti deve essere realizzata né definirne la relativa tipologia di protezione: tale decisione deve essere presa a seguito del processo di analisi e valutazione del rischio di incendio per l’attività in esame.
Norma UNI EN ISO 9906:2012
“Prove di prestazioni idrauliche pompe”


La UNI EN ISO 9906:2012 specifica le prove idrauliche di performance inerenti pompe centrifughe, rotodinamiche ( flusso misto e pompe assiali).

Specifica tre livelli di accettazione legati alle tolleranze:
- gradi 1B , 1E e 1U con tolleranza più stretta;
- gradi 2B e 2U con tolleranza più ampio;
- grade 3B con tolleranza ancora più ampio.
Norma UNI 11292:2008
“Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio.”


La UNI 11292 specifica i requisiti costruttivi e funzionali per la realizzazione di vani tecnici per ospitare gruppi di pressurizzazione antincendio, rimarcando l’esigenza di garantire l’accessibilità in modo semplice e veloce nei locali pompe.

Le indicazioni contenute in essa, integrano le prescrizioni delle normative applicabili all’argomento ed in particolare della EN 12845 (sistemi fissi di estinzione incendi - Impianti sprinkler), della UNI 10779 (Reti di idranti - progettazione, installazione ed esercizio) e della UNI 10803 m (Legislazione scale). Quest'ultima, valida solo per sistemi interrati.

Installazione progettazione

Regolamento riguardo disposizioni in materia di attività d'installazioni degli impianti all'interno degli edifici

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